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Cristina Bowerman dialoga con Baldi: quando l’etica diventa innovazione

la Chef Cristina Bowerman all'evento dei 60 anni dell'Azienda Baldi

L’innovazione nasce dall’etica – in dialogo con Cristina Bowerman

Parlare di innovazione nel food è diventato quasi un rito. Se ne parla tanto, spesso troppo. Ma quando ascolti Cristina Bowerman, la prospettiva cambia subito direzione: per lei innovare non è rincorrere la moda del momento. È un atto etico.

Un’etica concreta, quotidiana. Fatta di scelte, non di slogan.

Durante il nostro incontro, in occasione dei sessant’anni Baldi, la Chef ha portato una riflessione che ci riguarda da vicino: il futuro del cibo non è un gioco di tecnologie, ma una responsabilità condivisa. E noi ci riconosciamo pienamente in questa visione.

L’etica è un inizio, non una meta

Per Bowerman il cibo è un linguaggio universale. E dentro quel linguaggio l’etica non è un concetto teorico, ma la base che permette al valore di circolare.

Se c’è vantaggio per tutti, allora è etico.”
Una frase semplice. E proprio per questo radicale.

Significa guardare oltre il profitto immediato. Significa creare equilibrio tra chi produce, chi trasforma, chi cucina e chi consuma.

È un modo di intendere il lavoro che parla la stessa lingua della nostra FoodStrategy: un modello circolare, basato su sinergie tra persone, dati e relazioni

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Innovare senza dimenticare le radici

La storia di Bowerman è un ponte tra due mondi: la tradizione pugliese e l’esperienza internazionale.

Da questo incrocio nasce una verità che condividiamo pienamente: non c’è innovazione senza memoria.

Rispettare la materia prima, i territori, le persone che trasformano un ingrediente in esperienza.

Per noi è un principio guida.
Per lei è un metodo di lavoro.

È così che la sostenibilità smette di essere un trend e diventa un gesto di cura. Uno alla volta. Ogni giorno.

Sì alla tecnologia, ma per amplificare l’umano

Quando parla di innovazione, Bowerman è molto chiara:
alterare l’ordine prestabilito va bene, ma solo se non perdiamo il senso di umanità.

La tecnologia può aiutare (e tanto!) ma non può sostituire la sensibilità di chi tocca, assaggia, ascolta.

Questo è esattamente il motivo per cui abbiamo costruito la nostra FoodStrategy e sviluppato la nuova App Baldi MyAcademy: non per allontanare le persone, ma per avvicinarle.

Dati, automazioni, strumenti digitali diventano utili solo se liberano tempo, migliorano le scelte, aprono la strada a relazioni più semplici, più forti e trasparenti.
Il resto è rumore.

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Sostenibilità reale, fuori dalle etichette

Bowerman rifiuta l’idea della sostenibilità come parola di moda.

Per lei è una responsabilità quotidiana: scegliere fornitori che rispettano il territorio, lavorare con trasparenza, ridurre gli sprechi, valorizzare il lavoro delle persone.
Sono scelte piccole, ma che costruiscono sistemi grandi.

È la stessa direzione che seguiamo da anni, anche attraverso progetti di filiera come Il Suino della Marca.

Qualità, prossimità, fiducia: tre pilastri che trasformano la sostenibilità in un modello di lavoro, non in un adesivo da attaccare sui prodotti.

Secondo Bowerman, il food service del futuro sarà circolare o non sarà.
Noi la pensiamo allo stesso modo: ogni gesto lascia traccia, e quella traccia deve generare valore.

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Il futuro del cibo? Ancora profondamente umano

Viviamo in un mondo che corre.
Nel food ancora di più.

Ed è proprio qui che Bowerman invita a rallentare, ascoltare, ritrovare il senso di ciò che facciamo.

Il successo non è il riconoscimento, ma la felicità di fare ciò che ami e lasciare un segno positivo.”

Ci è rimasta impressa.

Perché è il cuore della visione che vogliamo portare avanti: usare innovazione, tecnologia e metodo per costruire un ecosistema più semplice, più consapevole, più umano.

Sessant’anni di storia non sono un traguardo.
Sono un nuovo punto di partenza.

E se l’etica è davvero l’origine dell’innovazione, allora siamo sulla strada giusta.

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