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Come cuocere la carne di cinghiale per esaltarne il gusto

carne di cinghiale

Dal sapore deciso e inconfondibile, la carne di cinghiale è la regina delle tavole autunnali e invernali.
Del resto, nella gastronomia italiana, il cinghiale è storicamente presente nella cucina di diverse regioni: Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna, ma anche Sardegna, Piemonte e Calabria sono solo alcune delle aree che possono vantare piatti degni di nota.
Ogni zona ha le sue specialità, quel che è certo è che, per evitare che la carne risulti dura e dal sapore eccessivamente forte, è necessario conoscere come cuocere la carne di cinghiale. Sei d’accordo?

Polposa e gustosa, la carne di cinghiale rientra nella categoria delle “carni nere” ed è considerata pregiata e di qualità, nonostante la consistenza risulti a volte tenace.

Come cucinare dunque a casa la carne di cinghiale in modo da evitare che l’elevato contenuto di fibre renda la carne troppo dura e poco digeribile?
Scopriamolo subito.

 

Quali sono i tagli migliori del cinghiale da utilizzare in cucina

La carne di cinghiale è un’ottima fonte di proteine animali, poco calorica, ricca di ferro e piuttosto magra (100 g di carne di cinghiale contengono 3,3 g di lipidi diversamente dai 5 g presenti nella stessa porzione di tradizionali carni magre).

Inoltre, essendo per sua natura abbastanza fibrosa, ben si presta alle cotture in padella, in umido o con il sugo.
Ha un’ottima resa anche allo spiedo e arrostita, purché venga lardellata prima della cottura, così da evitare che si asciughi troppo.
La qualità e i tagli della carne di cinghiale utilizzati sono praticamente gli stessi del maiale.
Come avviene per il suino, infatti, la coscia è il taglio più utilizzato in cucina, sebbene numerose ricette vengano realizzate con molte altre parti di questo animale.

Basti pensare ai brasati e agli spezzatini, dove i tagli utilizzati sono soprattutto la pancia, le costine o lo stinco, oppure al ragù e alle cotture in forno che interessano invece la coscia, la spalla ed il carré.
Per alcune preparazioni regionali viene considerata una specialità anche la carne della testa. Insomma, se del maiale si dice che non si butta via niente, il cinghiale non è certo da meno.
Dal collo alle costolette, dalla spalla al cosciotto, passando per le frattaglie, il fegato, il cuore e i rognoni, utilizzando le dovute accortezze, ogni parte può potenzialmente donare carattere al piatto.

Come cuocere la carne di cinghiale: il segreto è la marinatura

Per gustare al meglio la carne di cinghiale è fondamentale marinarla in modo corretto.
Lo scopo è quello di insaporire la carne e renderla più morbida, ma, nel caso del cinghiale, serve anche per alleggerire il sapore di selvatico proprio della cacciagione.

Solitamente per marinare la carne di cinghiale è sufficiente una notte. Il taglio scelto deve essere posizionato in un recipiente con all’interno vino rosso, aromi come cipolla, sedano, carota e spezie come chiodi di garofano, bacche di ginepro e pepe.

Tuttavia, esistono diversi tipi di marinatura per la carne di cinghiale, vediamone alcuni:
1. Marinata al vino rosso: la più semplice e classica. Gli enzimi presenti nel vino contribuiscono a ridurre le fibre presenti nei tessuti muscolari, rendendo la carne molto più morbida e digeribile.
Per la scelta del vino molto dipende dalla regione in cui ci si trova: Montepulciano, Rosso Piceno, Rosso Conero o altro non importa, l’importante è scegliere un vitigno che esalti il gusto della carne senza contrastarlo.
Per realizzare questo tipo di marinatura, basterà tagliare a tocchetti il cinghiale e disporlo in un contenitore, meglio se di vetro con tappo ermetico. Aggiungere poi una bottiglia di vino rosso per ogni chilo di carne, cipolle tagliate grossolanamente, sedano, carota e qualche spezia.
Dopo 12 ore di riposo in frigorifero è possibile togliere la carne dalla marinatura e procedere con la cottura.

2. Marinata all’aceto: particolarmente adatta alla carne di cinghiale è quella a base di aceto in agrodolce.
◦ In questo caso basta prendere un contenitore di vetro, aggiungere il cinghiale tagliato a cubetti e versare un bicchiere di aceto ogni chilo di carne.
◦ Aromatizzare poi il tutto con erbe aromatiche fresche come timo e rosmarino, qualche grano di pepe e infine un cucchiaino di zucchero.
◦ 12 ore sono sufficienti per conferire alla carne un sapore decisamente più delicato e gustoso.

 

Come si cuoce la carne di cinghiale? Da Nord a Sud ognuno ha la sua ricetta

Una volta marinata, la carne di cinghiale si presta alla realizzazione di diversi piatti ricchi di storia e di sapore.
Non solo ragù e spezzatini, ma anche condimenti bianchi, ossia senza pomodoro, utilizzati per realizzare primi piatti degni di nota.
I tempi di cottura della carne di cinghiale sono abbastanza lunghi, ma la tenerezza e il gusto che ne derivano sono impagabili.
Se vogliamo ripercorrere le vie del gusto delle diverse regioni italiane non si può che iniziare dalla Toscana.

Il cinghiale è da sempre presente nella gastronomia di questa zona: basti pensare alle rinomate pappardelle al sugo di cinghiale, in cui si utilizza la polpa dell’animale tagliata a bocconcini oppure triturata per la variante al ragù.
Pappardelle al sugo di cinghiale. Ti è venuta l’acquolina in bocca solo a sentirle nominare?
Lo sappiamo bene!

In Umbria, come anche in Toscana, vengono realizzati anche degli ottimi salumi a base di cinghiale: salsicce, salami e prosciutto sono rinomate specialità della zona di Norcia.
In Emilia lo si può gustare, invece, abbinato alla patata di Tolè, tipica dell’Appennino bolognese.
Nel Nord Italia lo spezzatino, soprattutto in bianco, viene servito accompagnato da una buona dose di polenta.
Spostandoci a sud troviamo la Calabria, dove la carne di questo prelibato animale non poteva che essere esaltata dal gusto dolce delle cipolle di Tropea e dal brio del peperoncino calabrese.
Infine, in Sardegna vendono realizzati degli ottimi piatti di cinghiale al Cannonau, dove il vino è protagonista e tra le spezie e le erbe aromatiche spicca l’uso del mirto.

Il team della Bottega ti propone una soluzione pratica e veloce: l’hamburger di cinghiale Baldi.

Non è detto che si debba sempre ricorrere a lunghe cotture e preparazioni complesse per poter gustare dell’ottima selvaggina.
Per rispondere alle esigenze di chi ha poco tempo, ma non vuole per questo rinunciare al gusto, Baldi ha realizzato degli ottimi hamburger di cinghiale veloci da cuocere.
Pronti in pochi minuti, senza la necessità di essere scongelati, possono essere cotti con estrema semplicità al forno, alla griglia o in padella. Fantastici no?

carne di cinghiale

È possibile gustarli da soli per esaltare al massimo il sapore della carne di cinghiale o accompagnarli con dell’insalata, fettine di bacon e una fetta di formaggio filante.
Passa in Bottega per provarli e per fare scorta di tutte le varianti hamburger presenti in negozio. Che aspetti?

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